sabato 11 luglio 2009

IL G8 A L'AQUILA: UN GRANDE SUCCESSO PER L'ITALIA

Il Summit dei grandi della terra che si conclude all’Aquila, promuove il modello della governance del mondo con l’estensione della formula da G8 a G14, offre motivi di speranza ai paesi dell’Africa con l’attuazione di politiche di sviluppo concrete (infrastrutture, nuovi codici giuridici) e realizza un accordo sul cambiamento climatico nel quale i Grandi si impegnano a far sì che l’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli pre-industriali, non superi i 2 gradi. Inoltre affronta la crisi economica internazionale con una dichiarazione finale che impegna il G8 a mettere a punto un nuovo sistema di regole e di codici che possano evitare il ripetersi della crisi finanziaria di settembre; in tema di politica internazionale, invia un messaggio all’Iran che per il momento impedisce le sanzioni ma che apre una finestra di tempo in cui arrivare ad una soluzione diplomatica contro la proliferazione degli ordigni nucleari.

Sono questi i punti salienti di questa tre giorni che Silvio Berlusconi ha definito di “grande successo” nella conferenza finale di chiusura della presidenza italiana nella quale il premier ha dichiarato di aver ricevuto complimenti da tutti, “ alcuni addirittura imbarazzanti”, per l’organizzazione del G8 all’Aquila, attribuendo alla sua "lucida follia" i risultati d’immagine ottenuti dopo che ad aprile egli stesso decise lo spostamento della sede da La Maddalena all’Aquila.

“Abbiamo raggiunto tutti risultati positivi. Quello più importante è il messaggio di fiducia e speranza ai cittadini. La crisi ha avuto origine finanziarie e poi si è estesa ma ora si può dire che per la parte economica si è ormai sfogata”. Lo afferma il presidente Berlusconi, nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del G8. Per il premier “tutti i format sono validi e resteranno in piedi”, a partire da quello del G8, costituito da paesi che “fondano la loro politica su valori condivisi come la libertà e la democrazia e quindi credo che il discorso tra i leader del G8 deve essere portato avanti”. “Non ci sono elementi sufficienti per pensare che la crisi continui così o si aggravi nella sua profondità”, prosegue Berlusconi. Tutti i governi presenti al summit del G8 a L’Aquila si sono “impegnati assieme a diffondere fiducia” per uscire dalla crisi internazionale perchè “solo la paura la può aggravare nella sua profondità e in estensione temporale”.

Nel corso del G8 “si è manifestato disappunto sul fatto che siano riprese le speculazioni internazionali”. In particolare sui prezzi del petrolio, ma anche del ferro, della soia, del grano e del riso e il vertice ha dato “mandato” agli organismi internazionali preposti che decidano come “intervenire soprattutto sugli edge fund. Per uscire dalla crisi occorre che ci sia libertà nei commerci e che i paesi poveri possano vendere i loro prodotti a chi vuole comprarli. Per questo vogliamo concludere sul Doha Round, un accordo colpevolmente fermo, il prima possibile, e abbiamo convocato una riunione dei ministri degli esteri nei primi giorni di settembre per decisioni a riguardo che possano essere portate al G20 di Pittsburgh”.

“Il nuovo codice di regole economiche - ha osservato Berlusconi - si baserà su tre principi e cioè la sacralità del diritto di proprietà, il valore dell’etica di mercato e la necessità di trasparenza. Da parte di tutti c’è stata unanimità nell’appoggiare questi principi e abbiamo così dato il via per approntare queste regole. Avevano raggiunto attraverso una iniziativa chiamata ‘Aquila food security’ la cifra di 15 miliardi di dollari in aiuti ma dopo le sessioni di lavoro a cui hanno partecipato anche i Paesi africani abbiamo avuto la soddisfazione di potere passare da 15 miliardi a 20 miliardi di dollari in tre anni”.

Berlusconi ha criticato i ritardi e le mancanze delle Nazioni Unite. Il presidente del Consiglio in veste di padrone di casa del G8, ricorda una frase detta da Gordon Brown nel corso dei lavori su un ragazzo africano di 12 anni morto per fame. Berlusconi, riferendo il racconto del primo ministro inglese, ha detto che il ragazzo è morto fra le braccia della madre dicendo di “non preoccuparsi perchè sarebbero arrivate le Nazioni Unite”. Ma, ha aggiunto il premier, “le Nazioni Unite non sono mai arrivate”. Per quanto riguarda la riforma dell’Onu che “tutti ritengono necessaria” c’è un appuntamento “già fissato per il mese di settembre a New York. Il rinnovamento - ha spiegato Berlusconi - è qualcosa che tutti chiedono perchè quella del palazzo di vetro è un’istituzione che è nata nel secolo scorso e nel Consiglio di sicurezza siedono i vincitori di una guerra ormai lontana. Di questa riforma si parla da tempo: tutti sentono che le Nazioni Unite vanno ammodernate e adattate ai tempi attuali”.

Berlusconi fa poi i complimenti ad Obama: “Ho sempre collaborato con tutte le amministrazioni americane, con quella di Clinton, con quella di Bush, al quale ancora mi sento legato da un’amicizia personale, ma devo riconoscere che la nuova amministrazione americana non ha sbagliato un passaggio in politica internazionale e quindi complimenti ancora ad Obama. Sull’Iran è il presidente Obama che ha saputo indirizzare la soluzione verso il dialogo. Questo è assolutamente apprezzabile”. A chi gli chiede se sia possibile riallacciare un dialogo con l’opposizione il premier risponde: “Se cambia l’opposizione si”. E sui mezzi d’informazione il presidente del consiglio afferma: “La situazione è tornata alla normalità. Io non ho mai attaccato la stampa ma qualche volta sono loro che hanno attaccato me e io ho solo risposto a quello che hanno detto”.

Alla domanda di un cronista se ‘il G8 servirà anche a rilanciare la politica estera del governo italiano?’ Berlusconi risponde: “Non c’è bisogno di rilanciare alcunché” ed elenca poi tutta una serie di risultati che hanno contrassegnato la politica estera del governo negli ultimi mesi, a partire dal “facilitato riavvicinamento tra l’amministrazione americana e la federazione russa”. Epoi, dopo aver toccato diversi punti, afferma: “Se questo vi sembra di un governo che ha bisogno di un rilancio, vi consiglio di leggere meno giornali”.

“Ciò che il nostro governo ha fatto in questo ultimo anno che abbiamo alle spalle lo ha reso protagonista, tra tutti gli altri governi, della
politica internazionale. Abbiamo evitato un divorzio difficilmente recuperabile nella crisi in Georgia tra Stati Uniti e Russia - ha elencato il premier -, abbiamo il merito di aver visto per primi la necessità di un intervento dei governi nel salvamento delle banche, abbiamo fatto uno storico accordo con la Libia che ha avuto rilevanza in tutto il mondo musulmano e arabo, abbiamo, per quanto riguarda l’Europa, evitato un momento di stasi contravvenendo l’urgenza che alcuni ravvisavano circa l’adozione immediata di misure valide solo per il vecchio continente, misure che avrebbero gravato di un punto o due sul Pil e sulle nostre imprese in un momento di crisi; abbiamo risolto noi il problema del nuovo segretario della Nato, l’istituzione internazionale che ha meglio funzionato negli ultimi 50 anni”.

Ma sopratutto “abbiamo avviato o facilitato il riavvicinamento tra l’amministrazione americana e la federazione russa, e questo non è poco se si pensa che si è rimesso in moto il Consiglio Nato-Ue e che Obama e Medvedev hanno firmato lo storico accordo per il disarmo.
Se questo vi sembra un governo che ha bisogno di rilancio...”